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Giorgio Gaslini, Chamber Trio
Jazz Italiano Live 2007. Giorgio Gaslini pianoforte Roberto Bonati contrabbasso Roberto Dani batteria e percussioni
2007
La Musica di Repubblica - l'Espresso
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Giorgio Gaslini

Parlare con Giorgio Gaslini è come sfogliare un album di fotografie che il tempo non ha minimamente scalfito. A 78 anni, portati con un entusiasmo e una leggerezza tanto coinvolgenti quanto invidiabili, il maestro dei maestri, il padre del jazz italiano, l'artista che si è esibito in tutto il mondo, ricorda così il suo primo incontro con la musica e con il pianoforte: in casa non c'erano musicisti, mio padre era un giornalista, uno scrittore, uno studioso della storia e delta cultura dell'Africa, così sono cresciuto assorbendo quella tradizione, dalla musica all'arte. Nel salotto c'era un pianoforte verticale e dei dischi, dei 78 giri che mio padre aveva portato da Parigi. C'erano anche quelli di Josephine Baker, la Venere nera , una donna straordinaria, una grande artista del Novecento. Avevo cinque anni, quando ho scoperto la sua voce e ho imparato a memoria il suo repertorio. Mo fratello maggiore studiava pianoforte, ma odiava sia la sua maestra sia lo strumento. Io invece ero affascinato dalla musica e dal pianoforte, da Beethoven e dall'Africa, e cosi ho convinto mio padre a farmi studiare. A nove anni mi sono esibito per la prima volta in pubblico e, superato lo spavento, ho capito di aver trovato la mia strada. E’ cominciata così la mia vocazione, a me piace chiamarla così! . Negli anni che seguirono la fine del secondo conflitto mondiale, Giorgio Gaslini prima studia con Gino Negri poi cercò di essere ammesso al Conservatorio di Milano. “Quando cominciai ad improvvisare, altra cosa che avevo imparato dalla musica africana, i componenti della commissione non riuscivano a credere che fosse farina del mio sacco e mi cacciarono via. Qualcuno mi disse che in realtà suonavo jazz, e allora ho deciso che avrei suonato jazz! Così ho studiato lo swing, il suono delle grandi orchestre, quello del be bop e lo stile di Stan Kenton. Comunque, quando sono tornato al Conservatorio, a 19 anni, in due anni e mezzo ho preso sei diplomi. Una bella soddisfazione". Per alcuni anni Giorgio Gaslini si dedicherà alla musica contemporanea, come direttore e come compositore, ma il jazz tornerà a colpire la sua immaginazione e la sua fantasia. "Il jazz mi aveva dato il senso delta comunicazione con la gente, mentre la musica classica in quel periodo era rivolta ad un pubblico ristretto e pretenzioso. Così, decisi di recuperare il mio passato di musicista jazz e di trovare una sintesi tra questo linguaggio e quello della musica classica e di avanguardia.
Una strada aperta, a metà degli anni '50, dalla composizione "Tempo e relazione , vero e proprio manifesto del "jazz dodecafonico", destinata a colpire anche Michelangelo Antonioni, che coinvolgerà Gashni e i suoi musicisti nella realizzazione di uno dei suoi capolavori, La notte". Poi arriveranno altri momenti decisivi, altre avventure creative di straordinario spessore. Altre storie, altri incontri e altre immagini. I concerti nelle fabbriche, nelle piazze, l'insegnamento, nei primi anni 70 al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.
“Ho avuto degli allievi di grande talento come Massimo Urbani, Maurizio Giammarco, Tommaso Vittorini, Eugenio Colombo e Patrizia Scascitelli. Era la prima volta che un Conservatorio italiano apriva le sue porte al jazz".
Il risultato di questo lungo e affascinante percorso è musica totale, un concetto che Giorgio Gaslini spiega cosí: “La musica è un grande albero, con tanti rami e tante foglie, tutti diversi, ma il tronco è uno solo. Credo che questa sia l'immagine perfetta per definire il mio stile e la mia musica".



Gaslini Chamber Trio

Gaslini, sempre pronto a circondarsi dei migliori musicisti, stima profondamente il suo batterista Roberto Dani. “Sembra un pittore quando suona, gioca con i tamburi come Jackson Pollock inventava nell'action painting". Roberto Dani è nato a Vicenza nel 1969, si è formato at Berklee College of Music di Boston. In Italia collabora con Paolo Fresu e Rita Marcotulli e in Francia con Michel Godard e Louis Sclavis. Nel suo primo progetto solista, Images, ospitava la splendida Norma Winstone.
Diploma in contrabbasso e laurea in Storia della musica, il contrabbassista Roberto Bonati frequenta gli ambienti jazz da circa trent'anni. Partecipa a diverse formazioni di Gaslini e all'ottetto di Gianluigi Trovesi, mostrando interesse per la musica contemporanea. Alla carriera di musicista affianca da tempo l'attività didattica e veste i panni di direttore artistico del Parma Jazz Festival dal 1996.
Fedele alla sua tradizione, il Chamber Trio evidenti ha indagato con convinzione le matrici piu estremiste dell improvvisazione, linguaggio da sempre nelle corde del pianista e compositore Gaslini. Gli omaggi erano rivolti ad una fitta schiera di esploratori di musica quali Ornette Coleman e Carla Bley. Il trio ha individuato nell'idioma dei due degli ambiti espressivi da approfondire anche nel repertono originate proposto, riferendosi non solo al dialogo tra classica e jazz - di cui Gaslini è portavoce da sempre - quanto piuttosto ai richiami folclorici dell'Africa nera. “La fabbrica della musica“ è una suite che riassume l'estetica visionana e ricombinatoria dei tre: rappresentazioni drammaturgiche, tecniche di stampo colto-europeo, idioma jazz. Tra gli altri brani proposti meritano attenzione un'inedita revisione di “Light My Fire" dei Doors di cui si è riproposto il tema portante e una romantica ispezione della “Sicilienne” di Gabriel Faure.

 

Casa del jazz

Inaugurata il 21 aprile del 2005, la CASA del JAZZ, si trova a Roma all'interno di Villa Osio che, dopo essere stata confiscata ad un boss mafioso, è stata affidata al Comune di Roma. La CASA DEL JAZZ, che fa parte dell'Azienda Speciale Palaexpo del Comune di Roma, propone un'attività tesa ad aumentare la diffusione e lo sviluppo di questa musica attraverso le forme più diverse: concerti, conferenze, mostre, proiezioni, guide all'ascolto, seminari, incontri. Tre gli edifici che, all'interno di un grande parco, ospitano le differenti attività. Nell'edificio principale, vi è un auditorium multifunzionale, un bookstore specializzato, un ricco archivio audiovisivo e una biblioteca che raccoglie un'ampia documentazione di pubblicazioni italiane e straniere, riviste e cataloghi. Gli altri due edifici ospitano uno studio professionale di registrazione, sale prova, una foresteria e un ristorante.

Casa del Jazz Roma,
viale di Porta Ardeatina 55
tel +39 06 704731
www.casajazz.it

 

Credits

produttore artistico: Luciano Linzi
supervisione al suono: Pasquale Minieri
tecnico del suono: Ascanio Cusella
mixato da: Marti Jane Robertson
masterizzato da: Antonio Baglio/Nautilus
foto: Luciano Viti
grafica: Arkè
consulenza artistica e testi booklet: Alberto Castelli
collaborazione ai testi: Federico Scoppio

Un ringraziamento speciale a:
Marcetto Fagnani, Cecilia Guerrieri Paleotti, Luisa Ammaniti, Maurizio Quattrini, Marco Cinquegrana, Maria Giulia Pavin e a tutto to staff delta Casa del Jazz, Gianna Colombo, Ftavio Bonandrini, Azienda Spectate Pataexpo, Fastweb, Rai Teche, Studio 12, Musicarte, Zètema Progetto Cultura.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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1
  Africa libera (G.Gaslini) Ed.Mus.Irec 6.00
2
  Addis (G. Gaslini) Ed. Mus. Irec 6.04
3
  Homo mechanicus (G. Gaslini) Ed. Mus. Irec 7.40
4
  Batterie (C. Bley) 4.13
5
  Sicilienne (G. Fauré) dalla Suite per Orchestra "Pelleas et Mellisande" 6.55
6
  Light my fire (Densmore/Krieger/Manzarek/Morrison) 7.49
7
 

Latin genetics (0. Coleman)

5.43
8
  La fabbrica delta musica (G. Gaslini) Ed. Mus. Irec 16.06
    a- La fabbrica in lotta  
    b- La fabbrica assediata  
    c- La fabbrica dimenticata  
    d- La fabbrica di notte illuminata  
    e- La fabbrica della musica  
 

Giorgio Gaslini pianoforte
Roberto Bonati contrabbasso
Roberto Dani batteria e percussioni

Giorgio Gaslini appare per gentile concessione della Soul Note/Irec srl
Registrato alla Casa del Jazz, Roma e mixato il 26 gennaio 2007