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Sprint
Balletto sinfonico - Premio Internazionale della critica "Danza & Danza"
1999
La Bottega Discantica
Untitled Document

Nella storia del balletto contemporaneo è sempre più difficile trovare delle vere partiture originali, scritte per l'occasione da un vero musicista: in generale, per pigrizia o per avarizia, si tende ad usare musiche già confezionate, spesso non più protette dalla Siae...Forse oggi si crede poco al balletto, eppure una buona musica è elemento fondamentale per la sopravvivenza di ogni azione coreografica. Naturalmente l'esigenza di una bella musica era sentita già a fine Ottocento, quando Marius Petipa decise di salvare il balletto romantico grazie al genio di Tchaikovsky.
Diaghilev, con i suoi Ballets Russes, esibì un poker d'assi formato da geniale musica, coreografia inedita, decor supremo, grande interpretazione. Stravinsky fu lanciato dall"'Uccello di fuoco", da "Petruska", dal "Sacre"; e praticamente tutti i grandi autori del nostro secolo trassero vantaggi dalla danza, da Ravel a De Falla, da Prokofiev a Casella.
Pierre Boulez fu spesso complice della gloria di Maurice Bejart, così come altri compositori francesi, tedeschi e italiani (come Petrassi e Rota) non si esclusero dalla danza. Poi, però, questo tipo di collaborazione si è spento, pochi casi eccellenti sono rimasti vivi, pensiamo a Philip Glass, a Leonard Bernstein e al suo rapporto con Jerome Robbins.
Da noi Giorgio Gaslini – per il quale tutta la musica ha gli stessi diritti di essere, dalla più colta alla più popolare - continua ad amare la danza. Con generosità e senza temere la fatica, senza pensare all'utile immediate. Gaslini è sempre, diciamolo con ammirazione, sulla scena, come autore, come esecutore, come studioso, come docente. Per vocazione sta dalla parte dei deboli e del resto un jazzista vero non è mai stato servo del potere.
Ce ne stupiamo, ma dovrebbe essere sempre così: un balletto, una partitura, una idea coreografica. Scrivere la musica è l'impegno più grande, quello che spaventa di più; ecco dunque l'eccezione alla regola. La musica di "Sprint" è nuova, generosa, è per grande orchestra ed ha ricevuto il Premio Danza & Danza 1999 da una giuria formata dai più accreditati critici italiani.
Giorgio Gaslini è un musicista conosciuto in tutto il mondo, è pianista, compositore, direttore d'orchestra, sperimentatore. Dire jazzista è però limitativo, perché egli ha sempre collegato questo tipo di musica di matrice americana alla cultura europea e al mondo della musica classica.
Globetrotter infaticabile, egli ha al suo attivo un gran numero di produzioni e di presenze, come dovrebbe essere ogni buon compositore. Gaslini non ha mai perduto il suo proverbiale entusiasmo, e questa è una ricchezza che trasmette in ogni momento della sua vita artistica.
La partitura per Sprint è da grande orchestra e molto elaborata. Essa ci rimanda a un piacere di ascolto pieno, dove i ricordi del passato si sposano alle tecniche del presente.
Dovremmo dire, anche se l'espressione può sembrare esagerata, che questa musica si sposa con i muscoli anche. Non sarebbe stato lecito evitare che da essa nascessero i sentimenti, le passioni e anche la drammaticità delle sensazioni.
E così Gaslini ha scritto musica generosa, dove ritroviamo anche il suo passato di jazzista nutrito di sonorità americane, di uomo di spettacolo che ha saputo viaggiare fra le tradizioni di Broadway e di istanze giovanilistiche più libere.
Oggi viviamo in un mondo che tende a rendere tutto omogeneo, che porta la musica su un piano di consumo a valore immediatamente bruciato. Per Gaslini, che ha sperimentato per anni tutte le possibilità dell'orchestra, non è stato perduto nulla di quanto i grandi arrangiatori hanno fatto prima delle "macchine", per arrivare poi a nutrirle quelle macchine. Arrangiatore, termine desueto, ma indicatore di una professione nobilissima, che si è esaltata nel jazz ai tempi di Duke Ellington.
La "musica totale" di Gaslini è in fin dei conti una musica di ricchezza senza steccati, senza paure. Musica che si può insegnare e che è pensata per essere capita.
Nel balletto c'é la sentita necessità del ritmo, delle giuste scansioni, del servizio al teatro, ed a questi principi Gaslini si inchina anche questa volta.
Grandi compositori che all'inizio di questo secolo hanno collaborato a fare grande il mondo delta danza (e su tutti nominiamo Igor Stravinsky) sapevano perfettamente che in fondo al loro lavoro creativo e sempre geniale, deve stare quel supremo bene di servizio che e quello dell'artigiano musicale, dell'artista che conosce il "mestiere" e che non esita a rispettare le leggi della scena, magari con qualche sacrificio personale.
Chi lavora in questo modo è generalmente premiato dal pubblico e i suoi prodotti vanno in repertorio; per gli altri, l'errore di fondo, che è poi la superbia, significa esclusione e oblio, e quindi il non ingresso nella memoria teatrale.
Le sei scene del balletto sono un piccolo Giro d'Italia che può essere dei giorni nostri o di quelli dei nostri padri, ma poco importa il tempo, se non per quanto riguarda l'immagine delle città che il giro percorre. Chi ha memoria dei tempi in cui non c'era la televisione e gli atleti correva sì per le ditte, ma anche per il loro paese, conserva dentro di sé il sapore delle feste popolari, delle colazioni in campagna, là dove sarebbero passati i corridori, del rispetto verso l'immensa fatica di uomini "rudi" che andavano a bistecche. Qualcuno ricorda il fascino d'un lampo ripetuto di maglie colorate e sfreccianti, delle grandi kermesse, in Italia e in Francia, e il passaggio dei muscolosi e terribili grimpears di passisti eleganti e longilinei, che traducevano la potenza in stile.
II longilineo e biondo Pick, il vincitore per destino, e qui a rappresentare un ciclismo che ormai punisce i bravi ragazzi del Sud come Rocco. E subito nella prima scena, Gaslini ci presenta i due volti della corsa. Prima tappa, Napoli, festa napoletana, il vincitore, le belle donne, la fatale Ita e l'arrivo dello stanco Rocco che si lascia cadere. Ita ne ha pietà e gli offre il suo aiuto.
Seconda tappa, verso Roma. II povero Rocco, maglia nera, si addormenta sotto un albero e sogna che Pick e Ita stiano insieme. Si sveglia dall'incubo e riparte.
Terza tappa, Firenze, festa fiorentina, popolo che esulta, solito vincitore, solito perdente. Ma Ita dov'è? Rocco la cerca invano e si dispera.
Venezia, quarta tappa. Gondolieri, festa, illusioni. A Rocco pare di riconoscere la sua amata, possiamo dire così ormai, travestita da gondoliere. E' davvero lei? Chi sa, bisogna partire.
A Torino Rocco e oggetto di scherzi pesanti da parte di Pick, poi, complice il vino, sogna di nuovo. E all'arrivo finale a Milano, chi vince, complice un sonnifero messo da Ita nelle borracce? Rocco, perbacco. Ma è sempre un sogno, ha vinto ancora Pick. II giro è finito, la maglia nera resta sola. Ma ecco Ita che gli dice ti amo. Applausi, la coppia sul podio, ha vinto la vita, il resto b qualcosa che passa.
Sarà vero? Sogniamo anche noi, con loro, insieme a (o con) Gaslini.
Marco Pasi




In the history of contemporary ballet, it is harder and harder to find true original ballet scores by a true musician. In general, there is a tendency, whether it be for laziness of for meanness, to reuse other types of music, often no longer protected by the SIAE (Italian Authors' and Publishers’ Association)... Perhaps today the ballet is not taken seriously enough, yet good music is fundamental to the survival of each ballet. Naturally, the need for beautiful music was already felt in the late nineteenth century, when Marius Petipa
decided to save the Romantic Ballet, thanks to the genius of Tchaikovsky Diaghilev, with his Ballet Russes, displayed a winning combination of ingenious music, unprecedented choreography, supreme stage settings, and great interpretation. Stravinsky’s career was launched by "The Firebird", "Petrushka" and "The Rite of Spring""; practically all great composers of this century have gained an advantage from the ballet, from Ravel to de Falla, and from Prokofiev to Casella.
The music of Pierre Boulez often aided Maurice Bejart in obtaining glory, like other French, German and Italian composers (including Petrassi and Rota) who did not neglect the ballet. However, later this type of collaboration ceased. Few excellent examples are still remembered: Philip Glass, or Leonard Bernstein and his relations with Jerome Robbins.
Here in Italy, Giorgio Gaslini, who regards all genres of music - from classical to pop - equally, continues to be very fond of the ballet. His approach to the ballet is generous, untiring and does not seek immediate profit. We can admiringly say that Gaslini is always on the scene, as a composer, performer, scholar and teacher He has a vocation for protecting the weak, besides, he is a jazz musician and has never been a slave to power
This may amaze us, but it should always be this way for a ballet, a score or a choreographic idea. Writing music is the greatest task; the one which creates the most fear Here is, thus, an exception to the rule: the music of Sprint is new and noble. It is for a large orchestra, and it has received the Premio Danza & Danza 1999 from a jury comprising the most accredited Italian critics.
Giorgio Gaslini is a musician who is known all over the world. He is a pianist, composer, orchestral conductor and experimenter To call him a jazz musician is limiting, because he has always linked jazz music of American origin to European culture and the world of classical music.
He is an indefatigale globetrotter, and he has a large number of productions and appearances to his credit, as every good composer should. Gaslini has never lost his proverbial enthusiasm, and this is a positive factor which he transfers to all parts and moments of his artistic life.
The score of Sprint is for a large orchestra and is very elaborate. It takes us to a realm of complete listening pleasure, where past memories unite with new compositional techniques.
We must add, even if may seem exaggerated, that this music unites with the dancers' muscles as well. It would not have been right to avoid the birth of feelings, the passion, or the drama of sensations from the music.
Thus, Gaslini wrote noble music, in which we find signs of his past life as a jazz musician (American sonorities), and of a performer who knows how to combine broadway traditions with his freest youthful impulses.
Today we live in a world which tends to make everything homogeneous, and regards music only in terms of immediate consumption. Gaslini, experimented with all sorts of orchestral possibilities for many years, and did not lose the tradition of arrangers. An arranger, an obsolete term, indicates a noble profession which culminated in the period of Duke Ellington. Gaslini's "musica totale" (total music) is in the end music without boundaries and fear It is music which is intended to be understood. Ballet music must have rhythm and accentuation, and it must serve the theatre. Here again Gaslini has adhered to these principles. Great composers who since the beginning of this century have collaborated to exalt the world of ballet (especially Igor Stravinsky) knew perfectly well that at the base of their creative and ingenious work, there had to be supreme musical craftmanship. The composer did not hesitate to obey the rules of the theatrical text, even with some personal sacrifice.
Whoever works in this way is generally rewarded by the public and
his works are put into the repertoire. For others, their pride causes exclusion and oblivion, and they do not consequently become a part of theatrical history.
The six ballet scenes are a short tour of Italy, which could take place today or in the past, but the period of time is not important, if only for the images of the cities which the tour passes through. Those who remember the days when television did not exist and athletes cycled for firms as well as for their respective countries, can still remember the excitement of village celebrations, and of picnics in the country, where cyclistes would pass, and their admiration for the immense effort of those "rugged" men who got their energy from steaks. Someone will remember the fascination of a repeated flash of coloured shirts darting by during some grand merry-making, in Italy and France, and the passing of muscular, aggressive cyclists climbing steep slopes. elegant and long-limbed cyclists who turned their strength into style.
Pick, long-limbed and blond, destined to be a winner, here represents cycle racing which punishes good boys from Southern Italy like Rocco. Gaslini immediatly presents both sides of the race in the first scene. The first stage is in Naples; there is a Neapolitan celebration, the winner, beautiful women, the irresistible Ita, and the arrival of a weary Rocco, who lets himself fall to the ground. Ita feels sorry for him and offers to help him.
The second stage is toward Rome. Poor Rocco, in his black shirt, falls asleep under a tree and dreams that Pick and Ita are engaged. He wakes up from his bad dream and departs.
The third stage occurs in Florence, during a Florentine celebration, where the citizens are cheering, and where Pick is the winner, and Rocco is obviusly the loser But where is Ita? Rocco looks for her in vain and despairs.
The fourth stage is in Venice, with gondoliers, celebrations and conjuring tricks. Rocco seems to recognize his beloved dressed as a gondolier Is it really her? Who knows? It is time to set off again.
In Turin, Pick plays bad tricks on Rocco who, after drinking some wine, falls asleep once again. He dreams about arriving in Milan and winning the race, thanks to Ita who put sleeping pills into his competitors'water-bottles. But it is only a dream again; Pick has won once more. The Tour is over and Rocco is alone. But then Ita arrives and tells him that she loves him. Applause are heard and the couple is on the podium. Love prevails, and the rest is history.
Can it true? Let us dream along with then through the music of Gaslini.

Mario Pasi

 

 


 

 

 

 
 
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  Scena 1 12.12
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  Scena 1 9.56
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  Scena 3 8.14
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10.40
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Scena 6

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Total time: 55.09

Balletto Sinfonico (1998)

Soggetto e musica di Giorgio Gaslini
(Edizione La Bottega Discantica - Milano)

Prima rappresentazione
Rovigo, Teatro Sociale, 9 ottobre 1998
Corpo di Ballo "Fabula Saltica"
Prime ballerino: Alessandro Molin
Scene e costumi: Luisa Spinatelli
Coreografie: Loris Petrillo

Live recording:
Registrato / Recorded Rovigo, Teatro Sociale, ottobre 1998
da / by New Frontiers Recording Studio, Rovigo

Sound Engineer: Ugo Belzoni

Progetto grafico / Graphic design Marco Zannoni