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Lieder Book
Giorgio Gaslini
2000
Agorà
Untitled Document

Giorgio Gaslini

Non bastano poche righe per presentare la figuro complessa e musicalmente unica di Giorgio Gaslini. Che Gaslini e pianista, compo-sitore, direttore d'orchestra, ma anche musicista jazz di fama inter-nazionale, docente prima in Italia a sostenere una cattedra di jazz nei conservatori di Roma e di Milano. Mo se al jazz deve buona porte della sua popolarità, avendo collaborato con i pio grandi solisti americani (e ricordiamo Anthony Braxton, Steve Lacy, Roswell Rudd, Eddie Gomez, Max Roach, Don Cherry, Jean-Luc Panty), della musica "colta" contemporanea Gaslini rimane una dei più attivi cantori, componendo opere sinfoniche, liriche e balletti rappresentati al Teatro alla Scala, all'Opera di Roma, al Teatro Massimo di Palermo, of Teatro Margherita di Genova, al Teatro Regio di Parma, al Teatro Romano di Verona, alla RAI. Anche il cinema lo ricorda, potendo vantare più di quaranta colonne sonore, come quella celebre per il film Lo notte di Michelangelo Antonioni, premiato con il "Nostro d'argento", o Profondo Rosso di Dario Argento.
Ma su tutto, Giorgio Gaslini rimane un musicista, un poeta della musica che mai si è ritirato nell'ascetismo di una vita vissuta sulla carta. La sua e un'attività continua, basata sul rapporto quasi quotidiano con il pubblico, in cattedra come in concerto. Un confronto che si risolve immediatamente nella sua scrittura di compositore, e che già a meta degli anni Cinquanta si concretizzò compiutamente verso una sintesi vissuta come "musica totale", indicata prima nel suo Manifesto dal 1964, poi nel libro omonimo, pubblicato dieci anni più tardi da Feltrinelli. "Caso straordinario - scrive bene Renzo Cresti - é che in questi ultimi decenni la musica, apparsa in campi diversi e in tutto il mondo, si sia orientata a grandi linee nella direzione auspicata da Gaslini e da lui per prima percorsa".
Vige un tratto immediato nella musica di Gaslini, e cioè una sua comunicatività globale: è arte popolare, nel senso più puro dal termine, rivolto prima di tutto a chi ascolta; ma è anche arte concettuale, per una trama concreta e sostanziale che lega l'intenzione poetica alla forma estetica. Si varca quindi il limite della piacevolezza, per entrare in un ambito che non si fatica a pensare come etico, forse proprio alla luce del grande e primo referente di Gaslini: il pubblico. E’ una questione di rispetto. Ripete spesso: "Bisogna conoscere prima di interpretore". Da sempre, l'approccio all'oggetto su cui egli focalizza la propria ispirazione poetica è di tipo conoscitivo prima che emotivo, o tanto meno istintivo. "Scrivere musica - conferma il compositore - è sì "intuire", lasciarsi trasportare dall'ispirazione artistica, ma rimane impossibile dare forma poetica compiuta a qualcosa che non si conosce profondamente, sia l'oggetto un dolore, un sentimento, un'immagine, una forma musicale".
Lunghi periodi di studio, di approfondimento, precedono sempre in Gaslini l'atto compositivo. Uno prassi che ha condotto anche allo creazione del suo Lieder Book, risolto quasi come un processo naturale noto attraverso un personale, pragmatico lavoro di ricerco. "Per circa un anno - ricorda - ho studiato e isoloto per tipologie più di duecento Lieder, osservando con particolare attenzione il contenuto dei testi, ambito di piiù forte caratterizzazione culturale. Al lavoro di selezione, e succeduto un più sistematico inquadramento, che ha evidenziato una serie abbastanza fissa e ricorrente di categorie di contenuti. Così, la "solitudine" risulto l'argomento più frequentato; poi la "notte", il "ritorno della guerra", l'elemento "mistico" e "religioso", e cosi via. Per quanta riguardo la forma, rimanevo sempre più affascinato dall'interdipendenza quasi "libero" tra la parte vocale e la parte pianistica, che a differenza della song non conduce un accompagnamento in senso stretto della voce, risultando quasi due esistenze autonome che interagiscono per dare forma al Lied. II mio lavoro, dunque, è stato di rivitalizzare e attualizzare forma e contenuti. Insomma, con lo studio prendevo coscienza di una realtà che possedevo per didattica, completandone la mia comprensione. Solo allora mi sentivo pronto per comporre "miei Lieder".
Nascono così quattordici Lieder, di cui Gaslini scrive testi e musiche. Pensa alla voce di Luisa Castellani e al tocco di Massimiliano Damerini, dedicando a loro il proprio lavoro. Chi scrive, aprendo le partitura, ho avuto la sensazione di una continuità non solo di genera, ma soprattutto umana. La forma è risolta con la maestria della più sapiente scrittura pianistica.
Testi e musiche si adattano di Volta in volta alle esigenze espressive del caso, o del "simbolo", sempre rivolte alla realtà quotidiana dell'esistenza umana, esplorando con dedita trascendenza un universo spesso al femminile. E vibra, qui forse con maniere più evidenti, quel concetto applicato di "musica totale" che Gaslini da sempre teorizza e consegue. Non è eclettismo tecnico, si badi, quanta invece il suo perfetto contrario, col fine di sintesi, di sincretismo linguistico, per un utilizzo funzionale di processi ora tonali, ora modali, politonali, seriali, sempre condotti alla luce di un fondamentale impulso ritmico, parametro principe nella espressività musicale di Gaslini.
Una lenta esplorazione della vita, che titolo per titolo si ordina nella compiutezza di un breve canzoniere. Leggero è il pianoforte in Goccia di rugiada, sostegno a un canto sereno. Cangiante e rivolto all'imprevisto é la scrittura di Io in cima alle scale, sostenendo un'attesa. Con aria popolare muove L'ultimo ballo della sera, nello svolgersi lento della drammatizzazione di una fiaba, mentre la sensazione di un'ermetica antichità flette dolcemente le linee di Una c'è in me, sfiorando il tempo di un tango. Una profonda amarezza umana segna il dramma osceno in La strega, ma come una semplice filastrocca risuona Senso del tutto. Instabili scorrono le immagini di Dal buio della notte umida, inseguendo eventi lontani e visionari, nella contemporaneità di due poemi, mentre con forza epica e narrativa si conduce La Guerrigliera. Un mistero tranquillo e cullante tesse la musica in Richiamo. Tenera e accorata è la storia de L'organaro, carica di espressività narrativa, un racconto che si fa ancor più denso nei richiami blues de I cavernieri. Aforistica e l'effusione panica di Concerto all'aperto, i cui vocalizzi. Li si vuole "in lontananza, come un canto d'usignolo". Un fiore di ironia garbata racchiude le crome saltellanti in II donnantropo, per poi esplodere nell'ultimo A lingua sciolta, squisito divertimento per voce e pianoforte.
Marco Innelli



The complex and musically unique figure of Giorgio Gaslini cannot be summed up in a few lines, for Gaslini is a pianist, composer, conductor but also a jazz musician of international standing, the first teacher in Italy to occupy a jazz post at the conservatories of Rome and Milan. Though he owes much of his popularity to jazz, having worked with the greatest soloists of America (we remember Anthony Braxton, Steve Lacy, Roswell Rudd, Eddie Gomez, Max Roach, Don Cherry, lean-Luc Panty), Gaslini is one of the most active protagonists of "classical" music as a composer of symphonic and operatic works and ballets staged at La Scala, the Rome Opera, the Teatro Massimo of Palermo, the Teatro Margherita in Genoa, the Teatro Regio in Parma, the Teatro Romano in Verona and the RAI. Cinema remembers him too, as the creator of some forty soundtracks, like his famous track for Michelangelo Antonioni's film La Narre, for which he was awarded the "Nastro d'Argento, or Dario Argento's Profondo Rosso.
But above all Giorgio Gaslini is a musician, a poet of music who has never withdrawn into the asceticism of a life lived on paper. His activity is continuous, based on an almost daily contact with the public, both as a teacher and in the concert hall. This relationship finds immediate expression in his writings as a composer and was perfectly realized as early as the mid-Fifties when he moved towards a synthesis experienced as "total music", first indicated in his Mani-festo of 1964, then in the book of the same name, published ten years later by Feltrinelli. "The extraordinary thing", Renzo Cresti quite rightly notes, "is that in the last decade the music that has appeared in different fields and all over the world has basically followed the direction that Gaslini wished for and that he was the first to follow."
There is on immediate touch in Gaslini's music, a global communicative gift: popular art in the purest sense of the term, addressed in the first instance to the listener; but it is also conceptual art with a substantial, concrete plan linking poetic intention to aesthetic form. Thus we step beyond the limits of the pleasant and enter a realm which we may easily consider ethical, perhaps precisely on account of Gaslini's first, great referent: the public. It is a question of respect. He often repeats: "One must know before one can perform". From the very beginning his approach to the object on which he will focus his poetical inspiration has been of a cognitive rather than emotive, still less instinctive, type. "Writing music", the composer confirms, "is indeed 'feeling', allowing oneself to be carried away by artistic inspiration, yet it is impossible to give a perfect poetic form to something one does not know thoroughly, whether this be a pain, a feeling, an image, a musical form."
Long periods of study and research always precede the act of composing for Gaslini. This practice also led to the creation of his Lieder Book, resolved almost like a natural process born of personal, pragmatic research work. "For about o year," he recalls, "I studied and categorized by typology more than two hundred Lieder, paying particular attention to the contents of the texts, an element of the strongest cultural characterization. The task of selection was followed by a more systematic process of classification, which highlighted quite a fixed recurrent series of categories of contents. Thus "solitude" emerged as the most frequently mentioned topic, then "night", the "return from war", the "mystic" and "religious" element, and so on. As for the form I was increasingly fascinated by the almost "free" interdependence of the vocal part and the piano line, which, unlike the song does not offer accompaniment in the strict sense of the term, creating what are practically two independent existences that interact to give shape to the Lied. My work was thus to revitalize and to bring form and contents up to date. In short, through my study I became aware of a reality that I had met through teaching, and thus completed my understanding of it. Only then did I feel ready to compose 'my' Lieder."
Thus were created fourteen Lieder, for which Gaslini wrote both texts and music. Thinking of Luisa Castellani's voice and Massimiliano Damerini's touch of the keys, he dedicated the work to them. The author of these notes, opening the score, had the
impression of continuity not only of genre but also a human continuity. Form is resolved in the artistry of the most skilled piano writing. Texts and music match the expressive requirements of each single case, or of the "symbol", always referring to the daily reality of human existence, exploring with devoted transcendence a universe that is often female. Here, with even greater clarity perhaps, there vibrates the applied concept of "total music" that Gaslini always theorizes and practices. This is not technical eclecticism, make no mistake; it is the absolute opposite, its purpose being synthesis, linguistic syncretism, for a functional use of processes which in turn may be tonal, modal, polytonal, serial, always managed with a fundamental rhythmic impulse, the dominant parameter of Gaslini's musical expressivity.
A slow exploration of life, arranged title by title in the wholeness of a brief song cycle. A light piano in Gocce di rugiada sustains a serene song. Shifting and unpredictable then the scoring of lo in cima alle scale, sustaining expectancy. A popular air moves through L'ultimo ballo della sera, in the slow unravelling of the dramatization of a fable, while the sensation of hermetic antiquity gently bends the lines of Una c'e in me, touching upon a tango tempo. Deep human bitterness marks the obscene drama of La strega, but then Senso del tutto sounds like a simple nursery rhyme. Unstable images run through Dal buio della notte umida, following distant, visionary events, in the contemporaneity of two poems, whilst Lo Guerrigliera is handled with epic narrative force. A calm, lulling mystery weaves the music of Richiamo. Tender and heartfelt the story of L'organaro, pregnant with narrative expressivity, a tale which becomes thicker still in the blues references of I cavernieri. The Panic effusion of Concerto all'aperto is aphoristic, with vocalizations designated as "distant, like the song of a nightingale". A flower of elegant irony envelops the leaping quavers of Il donnantropo, and then explodes in the final A lingua sciolta, a delightful divertissement for voice and piano.

Marco Iannelli



 

 

 

 
 
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Untitled Document
1
  Goccia di rugiada 1.38
2
  Io in cima alle scale 3.15
3
  L’ultimo ballo della sera 3.31
4
  Una c’è in me 4.56
5
  La strega 3.42
6
  Senso del tutto 1.14
7
 

Dal buio della notte umida

9.21
8
  La guerrigliera 2.33
9   Richiamo 3.05
10   L'orgaro 7.45
11   I tavernieri 7.34
12   Concerto all’aperto 2.07
13   Il donnantropo

2.58

14   A lingua sciolta 1.56

 

Giorgio Gaslini
Luisa Castellani soprano
Massimiliano Damerini piano

Agorà 2000