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Gaslini Live & Life
Musiche di Gaslini, Ives, Sun Ra Orchestra: Camerata dei Laghi Direttore e pianoforte: Giorgio Gaslini
2006
Live OCL Records Contemporanea
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Domande e risposte.. intorno al mondo

"...Attraverso la finestra del corpo la dolcezza delle sensazioni piacevoli mirabilmente penetra fin nell'intimo del cuore". Proiettando la storia in un gioco dl specchi può capitare che Guido D'Arezzo, con poche e semplici righe, spieghi Giorgio Gaslini. E’ lui il compositore, il teorico, l'arrangiatore, il jazzista, il pianista, il direttore d'orchestra che più di trent'anni fa sorprendeva gli Stati Uniti con la sua inventiva musicale ed ora provoca nuovamente quella intellighenzia che in passato, nell'incertezza delle definizioni, preferì considerarlo, più che altro, un virtuoso dell'improvvisazione. In realtà sarebbe difficile affermare che Gaslini ha scelto il jazz. Chiediamoci, piuttosto, cosa non è stato scelto dal Maestro. Cosa si è lasciato ai margini? Probabilmente, nulla.
Lo dimostra il programma del concerto di giugno - "Adagio is beautiful", "Interno Intorno", "American Black Suite" (tutti composti da Gaslini) e "The unanswered question" di Charles Ives - dove il Maestro lascia nuovamente aperto il cerchio del suo essere artista. Senza porre condizioni nella notazione musicale traccia un parallelo tra il <primo grande compositore americano, Charles Ives> (come lui stesso lo definisce) e la sua corporeità sonora. Di un uomo che è stato capace, e lo è tuttora, di essere un indiscusso maitre-a-penser per intere generazioni si può semplicemente dire che ha saputo anticipare i tempi affinando quella globalizzazione musicale che si è manifestata, nei secoli, ancor prima dl quella economica o sociale.
Il fatto che le composizioni di Gaslini "ruotino intorno" a quella di Ives non è certo un caso, perchè entrambi sfidano le forze gravitazionali. In Ives la normaltà e data dalla politonalità, dalla poliritmia, dal quarti di tono, dal distanziare le forze strumentali per arrivare al concepimento di lavori basati su una asincrone.
E spesso - come diceva Ives - <mettere su foglio le note è solo un modo per definire con approssimazione come dovrebbe "suonare" quella musica> "The unanswered question" (La domanda senza risposta) è un lavoro dove il direttore d'orchestra deve staccare tempi diversi - ed in contralto fra loro - ai singoli attori di un'opera che sembrano voler raggiungere qualcosa - ma senza assolvere il compito sino in fondo - seguendo tracciati Indipendenti. La partitura, trascritta professionalmente dalla prima stesura tra il 1930-1935, prevede una tromba (che pone le domande), un quartetto di fiati (che ha il compito di rispondere) e gli archi (espressione dell'Universo e quindi sempre più vicini ad un "suono bianco"). Di quest'opera, che come sottolinea Franco Fabbri è "pensata tridimensionalmente (destra e sinistra, ma anche davanti e dietro, e con le fasce di frequenza che suggeriscono un sopra e un sotto), Ives scriveva: <Gli archi suonano pianissimo senza cambiamenti di tempo e rappresentano "il silenzio dei Druidi - Coloro che non sanno, non vedono e non odono". La tromba intona "La perenne domanda dell'Esistenza" mentre la catch alla "Risposta Invisibile", aumentando dl volume, diviene gradualmente più attiva e veloce attraverso un Animando con fuoco>. Il suono si trasforma, ma <dopo una "conferenza segreta" la lotta tra coloro che rispondono sembra realizzarsi in una totale futilità>, rappresentazione del vuoto dell'uomo contemporaneo schiacciato dal consumismo, dal denaro e dall'ansia di trovare una risposta - almeno una al suo perenne disagio. Nel supportare e dimostrare la veridicità di tale tesi, Gaslini elimina in un baleno un'intuizione di Georg Simmel: "La musica, esprimendo emozioni diffuse, può essere compresa solo all'interno della cultura che la esprime". Il linguaggio di Gaslini, invece, pone la trasformazione come punto di partenza.
Ne è un primo, metafisico esempio, "Adagio is beautiful", lavoro terminato da Gaslinl nel 1998 su commissione della Kremlin Orchestra di Mosca. La composizione, per sedici archi, e fondata su una cellula tematica - un tenor di poche note - affidata alla viola. La spazialità dell'opera, che si compie attraverso un tessuto lirico espanso sui quattro suoni iniziali, è data dall'interminabile procedere di violini e violoncelli (una sorta di "continuum") che trasformano l'Adagio in una architettura liquida nella quale l'espressività sonora trascende in emotività fisica. A giocare il ruolo di "guastatore" è un contrabbasso che ironico e sbarazzino - alter ego di Gaslini nella realizzazione di una partitura "duale", dotta e jazzistica - penetra la coltre severa degli archi. L’allontanamento dalle regole diviene esso stesso regola: sarà il contrabbasso, con le sue figurazioni sincopate, a dettare l'incedere dell'orchestra sino al raggiungimento di un accordo pieno dove per l'ultima volta lo strumento si abbandonerà ad un sorriso (o ghigno?) cinicamente surreale.
Un modo di operare evolutivo ma non sistematico, libero ma non incurante delle esigenze di chi ascolta. Esigenze di ricerca della sicurezza eppure di avvicina-mento all'ignoto, di comprensione e assimilazione attraverso una molteplicità di linguaggi sonori basati su elementi emozionali e sensitivi. La perfezione, quindi, come fatto di conoscenza e di stile. Un processo che non elimina nulla dal suo passato, ma somma e aggiunge, permettendo al "pubblico di familiarizzare con nuovi itinerari che (Gaslini) punteggia di riferimenti rassicuranti" attraverso un processo di umanesimo, di rinascimento e di illuminismo.
Ecco perchè si deve parlare - ed in questo Giorgio Gaslini è il grande ritrattista di un secolo, il XXI, che avanza guardando ancora al Novecento - de "il principio della ragione unita all'osservazione".
E’ il caso di "Interno Intorno", opera conclusa nei primi giorni del 2006, scritta da Gaslini appositamente per l'orchestra de La Camerata dei Laghi e presentata, in giugno, in prima esecuzione assoluta. I significati del titolo, "Interno Intorno", li si trova nella didascalia posta dal Maestro nel frontespizio della partitura: "Girotondo/Intorno al mondo/Di tutti i bambini del mondo/Mentre nel mondo succedono/Meraviglie e cose dell'altro mondo".. L’opera diviene una sorta di involucro trasparente nel quale si idealizza un dialogo tra due spazi dell'umana natura. Il dialogo si basa su cinque grandi scale intervallari fisse (una tecnica compositiva creata da Gaslini e della quale l'autore fa ampio uso) dove i suoni ritornano e si integrano al di là di ogni calcolo probabilistico, formando processi armonici e contrappuntistici a tratti inaspettati. Due i protagonisti: l'Interno e l’Intorno. Il primo è il nostro mondo, ciò che viviamo nella sfera privata, che percepiamo come nostro e che va a toccare gli ambiti più sensibili del nostro animo; il secondo rappresenta tutto ciò che c'e al di fuori, che ci contagia, ci forza o ci annulla. Una realtà che sembra ci appartenga solo in parte e che accettiamo con il cuore e gli occhi bendati. L’opera, per orchestra sinfonica di medie proporzioni, prevede archi, flauto, oboe, clarinetto, tromba, corno e percussioni. La tecnica, nonostante sia "mini-seriale", permette un ascolto accessibile e gradevole.
"Inferno Inferno" è il primo brano di una Suite che sarà completata nell'arco dl un anno e pensata appositamente affinchè Ie sue cinque parti possano essere eseguite singolarmente.
Un altro passo che ci permette di meglio avvicinare l'arte dei Maestro, dove si assiste ad una rivalutazione dei sentimenti - che può anche essere romantica (ciò che nel passato ha condotto ai filoni dell'irrazionalismo e dell'esistenzialismo) - della tecnica ma anche della logics, di un universalismo che oggi compete all'arte tutta ma, ancor più, alla musica. Gaslini e Hegel: "Il regno della bella arte e il regno dello spirito assoluto". E le note, in questo cammino dove la musica sembra voglia conquistare il silenzio, raggiungono una sorta di "santificazione". Una purezza unica che troviamo in "American Black Suite" per piano e orchestra. Un sipario per piano solo prepara il terreno a quest'opera dove per la prima volta Gaslini incrocla Sun Ra e John Coltrane senza alcuna soluzione di continuità. Un discorso unico, liberatore, inconsueto dove il compositore dimostra, attraverso la trascrizione dei brani e l'elaborazione orchestrale, di comprendere a fondo due anime cosi diverse. Non si può parlare, in effetti, dl integrazione ma di una strana forma di confluenza e deconfluenza, di parallelismo e di completa unicità inserite in una partitura (nuova ma sbocciata dai precedenti lavori dedicati, nel 2004 e 2005, a Coltrane e Ra) che vede il pianista recitare la carte di guida-direttoriale. E ci si accorge, cosi, che la musica di Gaslini non nasce dalla sua sola volontà ma da una rete di "relazioni e interazioni complesse ed imprevedibili" tra la sua sensibilità - ciò che ascolta, osserva, assimila - e quella degli altri. La musica, soprattutto in Ra e Coltrane. si indica, si fissa, si propone e si impone con le sue lontananze, le sue sincreticità, il suo distacco dal reale per liberare l'illusione e l'immaginario. E’ una questione di fisionomie armoniche e polifoniche nelle quali le conoscenze di ieri si depositano nelle rivoluzioni di Oggi e in quelle dei Domani. Suonare, per Gaslini, significa cogliere lo "spirito di un'epoca" - come scriveva Silbermann - ma anche capire dove poter dirigere questo spirito. ~ per questo che in Gaslini I'antico si tuffa nella modernità, ma come via di fuga dall’inespressività delle false avanguardie. Musica dunque come grande affresco mediatico ed espressione poetica, eppure a volte estremamente razionale, delle ombre che abitano la nostra vita.



Orchestra La camerata dei Laghi

La Camerata organizza la stagione musicale "Incontr..Arti” giunta ormai alla quarta edizione, che le consente di preparare 18 nuove produzioni all'anno, raggiungendo il ragguardevole numero di cinquanta concerti all'anno. L’ensemble collabora con direttori e, solisti di chiara fama, tra cui citiamo: E.Segre, E.Dindo, G.Gasini;, R.Laganà, M Rizzi, L Schieppati, M.De Robertis, M.Zuccarini, P.Borgonovo, T.Ceccherini, G.Parodi , G.Bernasconi, M.Ancillotti, P.Pelucchi. Altrimenti si produce senza direttore sotto la guida del suo Maestro di Concerto Sandro Pignataro. Il repertorio delI'orchestra spazia attraverso ogni epoca e stile con una particolare predilezione alla riscoperta del repertoro italiano del novecento storico. Più volte l'orchestra e stata chiamata ad esibirsi in prime esecuzioni assolute spesso dedicate alla Camerata stessa di compositori contemporanei (Solbiati, Gaslini, Colombo Taccani, Sannicandro, Vigani, Mortari, Castaldi) o nella riscoperta dl opere di compositori, dei secoli scorsi quali Respighi, Cherubini; Mayr e Franzosini. L'orchestra allestlsce produzioni di opera lirica e da camera e organizza corsi in collaborazione con L.Serra e A.Scarabelli. Collabora costantemente con i personaggi più importanti del mondo compositivo contemporaneo quali A.Solbiati, S.Gervasoni, L.Francesconi, I.Fedele, L.De Pablo, A.Vigani. Il complesso si produce in numerosi concerti esibendosi, tra le altre località, a Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Como, Verbania, Campione d'Italia , Monza, Varese e Lugano. Nel dicembre 2004 ha preso parte alle manifestazioni per la riapertura del Teatro alla Scala organizzate dall’Assessorato Grandi Eventl di Milano mettendo in scena alcune opere buffe del'700 Italiano. Nel 2005 la Camerata dei Laghi ha eseguito in prima esecuzione assoluta Alumina del compositore Alessandro Solbiati dedicata al celeberrimo flautista Mario Ancillotti ed all'orchestra stessa. Nel settembre 2005 ha eseguito in prima esecuzione mondiale moderna l'opera di S.Mayr "Il carretto del venditor d'aceto' da cui verrà prodotto un CD. E’ stata invitata dall'Associazione Amici Della Musica di Milanoal prestigioso ciclo di "concerti estivi Notturni in Villa dove ha eseguito in prima esecuzione assoluta la Serenata per archi del compositore milanese Giorgio Colombo Taccani, che l'ha dedicata alla Camerata. L’Orchestra incide per etichette discografiche quali Stradivarius e Dongiovanni. L’orchestra stabile ha in organico omogeneo di 20 elementi quasi tutti residenti nel raggio di pochi chilometri dalla sede che si trova presso il Teatro del Popolo di Gallarate.

 

 

 

 

 

 
 
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1
  Giorgio Gaslini: Adagio i beautiful (per archi) 7.46
2
  Charles Ives: The unanswered Question (per orchestra da camera) 5.35
3
  Giorgio Gaslini: Interno Intorno (per orchestra da camera) 6.01
4
  Giorgio Gaslini: Piano solo Suite 22.34
 

Giorgio Gaslini: Africa Libera

 
 

Giorgio Gaslini: Around About Miles

 
   

Gabriel Fuarè: Sicilienne

 
 

Gorge Gershwin: Bidin’ my Time

 
   

Roland Kirk: The Black & Crazy Blue

 
5  

Sun Ra: Images

6.48
6  

Sun Ra: Interstellar Low Ways

3.22
7   John Coltrane: Lonnie’s Lament 4.16
8   John Coltrane: Mr. Syms

6.36

9  

John Coltrane: Naima

5.06

 

    Total time 68.10

 

5-9 Sun Ra/John Coltrane: Amrican Black Suite (per pianoforte e orchestra)

Con la partecipazione straordinaria del sax tenore Riccardo Luppi
Trascrizioni di Giorgio Gaslini