Deprecated: mysql_connect(): The mysql extension is deprecated and will be removed in the future: use mysqli or PDO instead in D:\inetpub\webs\giorgiogasliniit\dischi\dischi_detail.php on line 99
 
Gaslini plays Monk
Piano solo
1981
Untitled Document

MUSICISTI/PLAYERS
Giorgio Gaslini: piano/piano

Registrato a/Recorded at: Studio Barigozzi , Milano il 19,20 e 25 maggio 1981.
Ingegnere/Engineer: Giancarlo Barigozzi
Produttore/Producer: Giovanni Bonandrini
Foto/Picture: Vittorio Sacco

Considero Monk un genio musicale e la sua musica mi è familiare da parecchi anni.
Ciò che mi ha affascinato dei suoi bellissimi temi, sono le strutture interne, quasi nascoste, che Monk ha usato per fabbricare i suoi piccoli capolavori.
Si sente chiaramente che l'autore vi è arrivato, attraverso una tecnica semplice e del tutto personale, per la via più diretta: quella dell'intuizione artistica spontanea.
Ho cominciato quindi ad analizzare queste micro strutture, particelle della forma più ampia, il tema. Da ogni singola piccola struttura ha tratto "materiali" per nuove e vere sequenze musicali, ponendole nel tempo prima del tema. Quindi il più delle volte si tratta non di TEMA e VARIAZIONI, ma bensì di sequenze strutturali e tema. Ne deriva un procedimento inventivo nuovo che illumina a priori ciò che avviene dopo, cioè il tema di MONK.
Questo procedimento si sente specialmente in "MONK'S MOOD", "ASK ME NOW" e "EPISTROPHY".
Altre volte è una sola micro-struttura che si sviluppa in una grande sequenza iniziale per l'Asia posto al tema. Questo è il caso di "LET'S COOL ONE".
Poi ho usato anche il procedimento della dilatazione delle strutture armoniche del tema, lavorando nell'improvvisazione con procedimenti tratti dal materiale tematico. In questo caso il tema appare in forma armonica dilatata e solo in parte viene citato. E' il caso di "RUBY MY DEAR". E anche di "LET'S CALL THIS", il cui "bridge" ad un certo punto viene dilatato in un gioco imprevisto.
Un altro procedimento è quello del "collage". Il tema piuttosto spezzato e liberamente esposto, viene sovrapposto a materiali sonori divergenti sino ad un risultato politonale. E' il caso di " 'ROUND ABOUT MIDNIGHT " che si fonde con l'eco di due carillons sovrapposti (il "collage" si può anche ritrovare nel finale di "EPISTROPHY"). Poi c'è l'esecuzione diretta dei temi ma con interventi anche extramusicali come nel caso di "BLUE MONK" nel quale in certe pause i colpi di tosse del pianista rispondono ritmicamente alla frase musicale.
E infine v'è la citazione.
Un chiaro riferimento Ellingtoniano ("TAKE THE", "TRAIN" e "BLACK BEAUTY") fa da introduzione al bellissimo tema di "PANNONICA".
E' difficile per me dire con le parole tutto il lavoro di ricerca musicale e tutto l'amore che ho messo in questo disco.
Posso solo sperare che appassioni l'ascoltatore come ha appassionato me farlo.

E posso soltanto formulare questa piccola dedica:
Questo disco è l'omaggio profondamente riconoscente a Thelonius Monk, al suo genio e alla sua musica da parte di un musicista europeo, di un pianista italiano suo contemporaneo.

Giorgio Gaslini

I consider Monk a musical genius and his music has been familiar to me for many years.
What fascinated me about his beautiful themes and their internal structures, neatly hidden, wich Monk uses to build his little masterpieces. It is clear that the author reached them throught the straight-ahead way with a unique and quite personal technique: his spontaneous artistic intuition. So I started analyzing these micro-structures; the smaller parts of the more simple form-the theme.
Out of any single small structure, I took "material" and put it, timewise, before the theme. Then, nearly always, it is not a matter of THEME AND VARIATIONS, but of STRUCTURAL SEQUENCES AND THEME. The result is a new inventive process wich announces "a priori" what happens afterwards, i.e. Monk's theme.You can see this process especially in Monk's Mood, Ask Me Now and Epistrophy.
In other cases, it is only a micro-structure wich expands into a great initial sequence, wich leads to the theme. This is the case with Let's Cool One.
Then I also used the expansion of the harmonic structures of the theme, working on improvisations with processes taken from the thematic material. In this case, the theme appears in a harmonic, expanded form and is only partiarly apparent. This is the case with Ruby My Dear and Let's Call This, whose bridge, at a certain point, is expanded in an unexpected way.
Another process is the "collage". The theme is rather broken and freely displaced on divergent sonorities just to reach a politonal result. It is the case with 'Round About Midnight, wich melds with the echo of two superimposed carillons. One can also find the "collage" in the final part of Epistrophy.
There often is the direct exposition of the themes, but with an extra-musical presence - as in Blue Monk, where some pauses and coughs of the pianist are in rhythmic accord with the musical phrase.
And finally there are the quotations, like the evident references to Ellington (Take The A Train and Black Beauty) in the introduction to the beautiful theme of Pannonica.
Of course, it is difficult for me to express all the musical research, work and love that I put on this record. I can only hope that it captures the interest of the listener as it captured my passion in doing it.
I can only express this small dedication:
This record is the homage, deeply grateful, to Thelonius Monk; to his genius, to his music, from a European musician, from an Italian pianist, his contemporary.

Giorgio Gaslini



 

 

 

 
 
line
line
 
line
Untitled Document
1   Monk's mood 6.46
2   'Round about midnight 1.44
3   Ask me now 1.44
4   Blue Monk 6.25
5   Let's call this 3.56
6   Let's cool one 5.02
7   Pannonica 2.47
8   Ruby my dear 6.40
9   Epistrophy 1.41
       
Tutti i brani sono di Thelonius Monk/All composition by Thelonius Monk

Untitled Document
 
Thelonius Monk (Foto di/Picture by: Roberto Polillo)