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Untitled Document
Edited at Studio G. Arena, Milano
Mastered at PhonoComp, Tribiano - Milano
Engineer: Aldo Borrelli
Producer: Flavio Bonandrini
Photographies: Angelo Redaelli
Cover Photography: Max Martino
Cover Art: Maria Bonandrini

Appunti di Giorgio Gaslini
All'inizio dell'anno 1995 il coreografo Francisco Sedeño mi propose una sua idea di coreografia ispirata al dramma di Carmen per la straordinaria danzatrice Isabel Seabra, étoile del Teatro alla Scala.
Si trattava del racconto di P. Mérimée (e non dell'opera di Bizet) trasferito nel nostro mondo di oggi, intatto nella sua valenza universale dei sentimenti umani, diverso nei simboli sociali di potere, quello militaresco, politico, economico, occulto, confessionale.
E diverso nel finale annientamento si sé da parte di Carmen, vera vittima indiretta del dramma.
Il celebre scultore Arnaldo Pomodoro curò la scenografia ottenendo uno straordinario effetto di sintesi rappresentativa ponendo al centro della scena due enormi corna di toro che si aprivano e chiudevano come d'Eu grandi braccia a imprigionare e sprigionare l'azione dei danzatori.
Ma la vera novità era la presenza sulla scena del nostro Globo Quartet che suonava dal vivo tutta la parte musicale.
E' stata una grande prova per gli splendidi interpreti danzare con la nostra musica dal vivo.
Il debutto di "Carmen Graffiti" è avvenuto alla Villa Arconati di Milano il 14 luglio 1995 con un grande esito di pubblico, proseguendo poi in altre città italiane quali Roma, Acqui Terme (Festival della danza) e Livorno.
Questo disco riproduce l'esecuzione del nostro Globo Quartet della partitura originale del balletto, così come avvenne sulla scena, al suo debutto.
"Dodici minuti all'alba" nasce dall'idea di un balletto da concerto, da potersi eseguire cioè come un brano suonato e danzato nel corso delle nostre tournée.
Avevo in mente un soggetto semplice ed emblematico: una giovane donna si complica la vita ingarbugliandosi e legandosi ma poi sospinta dalla musica comincia a slegarsi e alfine a liberarsi.
L'azione coreografica avviene attorno ad un pianoforte a coda al centro della scena, sul quale a tratti un mimo-pianista agisce da testimone stimolante e dura appunto dodici minuti.
Interprete è la danzatrice Silvia Fontana, per la coreografia di Emanuela Tagliavia. La destinazione è quella del nostro circuito concertistico a partire dal 1998.
La lingua del jazz permette oggi una grande possibilità di espansione creativa in forme musicali di grande respiro quali la suite, l'opera, il cinema.
E' del tutto naturale, quindi, che qui abbia incontrato la forma del balletto.
Questa strada del jazz così aperta specie in Europa, sarà ancora, mi auguro, piena di sorprese per il futuro.
Giorgio Gaslini
1 marzo 1998
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